Avete mai pensato che dopo anni e anni sareste finiti a vivere esattamente nei luoghi in cui vostro Padre ha vissuto e studiato lontano da casa pur non essendoci nati e vissuti prima?
Le chiameremmo coincidenze della Vita, ma credo che sotto sotto non siano coincidenze, ma che sia tutto scritto. A me piace credere cosi’.
In questo breve articolo del blog con l’aiuto della foto qua pubblicata, vorrei solo dire che quando ti rendi conto che uno dei cerchi della tua vita si chiude provi emozioni forti che ti portano ad amare ancora di piu’ quello che sei, da dove vieni, I doni che hai ricevuto e tutto quello che ancora hai davanti. Apprezzi enormemente la fortuna di avere una Famiglia che ti ha cresciuto alla grande e la fortuna di avere adesso una Tua Famiglia per cui vivere, lottare e amare ogni giorno con tutto te stesso.
La Storia in breve:
Tuo Padre che a 14 anni viene ad Alba per studiare all’Enologica”. Per poterlo fare deve viverci non potendo andare avanti e indietro (ai tempi, fine anni 50, non esistevano le autostrade tra Milano, Torino e Asti).
Poi dopo il diploma ritorna a casa a Saronno, dove nasco io.
Io che dopo 35 anni per lavoro ricomincio a bazzicare le stesse zone e poi per amore mi trasferisco a pochi Km proprio da dove Mio Padre ha studiato e vissuto.
Quando me ne sono accorto di questa “coincidenza”? Per caso durante una mattina bellissima invernale scattando una foto a Mio Figlio in Piazza Rossetti ad Alba, alle spalle del Duomo. Noto che sullo sfondo alle spalle di Mio Figlio e Mia Moglie c’e’ il CONVITTO di Alba dove mio Padre ha vissuto.
E li ho compreso che come ho scritto nel titolo, IL CERCHIO SI CHIUDE.
Mio Padre studia e vive ad Alba, mai piu’ ci torna, io non nasco li e vivo per anni e anni in giro per il mondo, ma alla fine Mio Figlio nasce proprio ad Alba e in una foto casuale ha come sfondo proprio il luogo in cui mio Padre, Suo Nonno ha vissuto per anni.
Buffo vero? Sicuramente emozionante e bellissimo!!!
Come ho cominciato, come si comincia, un progetto che poi diventa IL PROGETTO???
Come lo si porta nel MONDO???
A pensarci dopo praticamente 28 anni mi sembra tutto cosi’ chiaro, limpido e cosi’ semplice. Adesso tutto e’ piu’ eveidente, ma quando e’ iniziato il viaggio non lo era per niente.
Sinceramente devo pero’ anche dire di non aver mai sofferto questa decisione, di non averla mai vissuta con ansia e preoccupazione, ma solo con entusiasmo e con un pizzico di incoscienza.
Era SEMPLICEMENTE giusto farlo.
E io ci sono stato a questo gioco e alle sue regole. Seguirle mi ha dato soddisfazioni incredibili.
Sono sempre stato, cosi’, pronto a buttarmi. Non ho mai avuto problemi nel gestire il rischio di nuove situazioni e non ho mai pensato troppo ad un possibile insuccesso o delusione. Non so se sia giusto o sbagliato ma tant’e’.
Ma come e’ cominciato tutto?
Cronologicamente si puo’ mettere il 1996 come data di inizio della mia avventura di “agente”, “venditore”, “ambasciatore”, “comunicatore”, “cantastorie del vino” in Paesi lontani….fate voi, usate la parola che piu’ vi aggrada.
Un produttore a cui sono legato in modo indissolubile (ho messo la foto e un frase nel mio primo articolo) e da un affetto vero e sincero, Domenico Clerico, si definiva “Passeggiatore di Vigne”. Ecco questa definizione calza a pennello. Il mio viaggiare per il Vino e con il Vino e’questo PASSEGGIARE.
E I motivi per cui ho iniziato tutto questo derivano sicuramente per prima cosa da cio’ che la mia Famiglia ha sempre fatto.
Avendo un Papa’ enologo, classe 1943, diplomato all’Enologica di Alba nel 1963, quando questa iconica scuola era il punto di riferimento, era “la Scuola” enologica con la S maiuscola, mi ha certamente facilitato nella scelta di un cammino.
Ma passare dai primi passi come venditore in Italia, nella zona di Milano, a luoghi come Singapore, Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Taiwan, Tailandia, Malesia, Cina e vari Paesi in Est Europa alla fine degli anni 90′, quando praticamente nessuno all’epoca lo faceva e’ stato un bel cambiamento.
A pensarci bene alla fine si tratta di fare le stesse cose, se vengono fatte per bene e con coscienza. Se fatte lontano da casa, dagli affetti, per lunghi periodi, fatte in una lingua diversa e rivolte a persone con culture e mentalita’ diverse, ma pur sempre le stesse cose…si parla sempre di campagna, vigne, uva, vino, produttori, di filosofie, di sogni e visioni e soprattutto di progetti a lungo termine.
Ecco, questo punto, e’ il fondamento per me del mio lavoro e del mio stesso progetto professionale di vita e cioe’ bisogna sempre lavorare pensando a lungo termine, pensando che quello che fai adesso avra’ frutti nel tempo e che dureranno, e’ come muovere a scacchi gia’ vedendo molte mosse avanti.
Il lavorare per costruire a lungo termine relazioni di lavoro e personali fa si che non ci si leghi a mode, trend e situazioni troppo variabili nel tempo. Fa si che la tua professionalita’ venga riconosciuta nel tempo.
Per far tutto cio’ non bisogna pero’ dimenticare che le basi devono essere solide. Basi fatte di conoscenze, di esperienze, di sapere discernere, di disponibilita’, di sensibilita’, di continua sperimentazione e soprattutto basi rette dall’essere sempre e comunque una brava persona.
In questo si basa la nostra vita. Non e’ possibile per quanto riguarda me avere successo, fare qualsiasi cosa di buono, avere relazioni autentiche se prima non si e’ “BRAVE PERSONE”.
E intendo brave persone per come e’ inteso dai nostri Genitori e lo era dai nostri nonni: a 360 gradi.
Quello che sto scrivendo potrebbe essere considerato “vecchio”, banale, o come si dice oggi da boomer, ma, ragazzi, senza essere delle persone brave, oneste, sincere, attente e disponibili, non si puo’ arrivare a nulla che possa essere chiamato GRANDE, UNICO, BELLO, DI VALORE, DI SPESSORE, DUREVOLE…
Non si puo’, semplicemente, onestamente.
Alla fine Tutti possono riuscire nei loro sogni e progetti, basta averli (prima cosa :)) e sapere che le regole ci sono e vanno accettate, rispettate e seguite…E Il resto viene da se.
#salutesempresalute
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